lunedì 1 febbraio 2016

Siena con i bambini? #SienaFrancigenaKids

Siena con i bambini: #SienaFrancigenaKids

Dunque, chi mi conosce lo sa già chi non mi conosce lo saprà ora: non ho figli, ne grandi né piccini. E' per questo che non ho mai scritto nel mio blog un post dedicato ai più piccoli perché non ho mai partecipato ad un evento pensato per loro. Mi limito ad acquisire l'informazione perché potrebbe tornarmi utile con i clienti in albergo e stop.

Questa volta - no, non ho fatto un'eccezione - è successo che dopo aver suggerito ad una amica la #SienaFrancigenaKids ed aver saputo che il suggerimento è stato apprezzatissimo sia dai bambini che dagli adulti le ho chiesto di parlarne nel mio blog che dedica molto spazio a Siena.

Lei, che è una persona squisita perché cosa direste ad uno che alla vostra richiesta vi risponde 'Amina, ci provo con gioia' se non che è splendida? ha accettato nonostante il brevissismo preavviso. Ci tenevo perché ho saputo che l'itineraio #SienaFrancigenaKids è stato inserito nella programmazione Febbraio al Museo 2016 ogni sabato alle 15. Per info e prenotazioni: Tel. 347 6137678, 348 0216972, sienasms@c-way.it

Ecco allora la testimonianza di chi ha partecipato alla #SienaFrancigenaKids.

Ah, dimenticavo, la mia amica si chiama Giuditta. Ci siamo conosciute online, su Twitter, e offline a Capodanno. E' una delle autrici del blog TempoXme, un vera miniera d'oro per chi ama leggere.*

Detto tra noi, l'incipit della sua testimonianza lo trovo meraviglioso! Eccolo qua.

***

"Sotto l’albero di Natale, quest’anno, io e mio marito abbiamo “scartato” l’idea di passare durante le feste un paio di giorni fuori con i bimbi. Non lo facciamo spesso, per tante ragioni, non ultima che il nostro terzogenito ha soli 2 anni e mezzo.

Sono iniziate a fioccare le mete e le proposte, ma da subito è venuto fuori che eravamo alla ricerca della bellezza, ma era indispensabile che il viaggio non fosse lungo, che la meta fosse a misura di bambini ma nello stesso tempo soddisfacesse anche noi adulti, che la sistemazione d’alloggio fosse comoda e confortevole.

Scarta questo, accantona quello, perplessità e dubbi, fino ad arrivare alla folgorazione: Siena. Città vivibile, piccola e di eccezionale bellezza, punto d’appoggio e riferimento in Amina Sabatini, una delle più felici conoscenze in rete, ormai divenuta un’amica “virtuale” (perché le empatie superano le distanze).

Prenotiamo tramite lei un soggiorno di due notti a Borgo Grondaie, dove lavora, un hotel-residence nella campagna senese, a pochi chilometri dal centro storico. Ed è Amina, appassionata cultrice della bellezza, senese soprattutto ma non solo di cui il blog “My Day Worth” è suggello, a suggerirci  per mail di prenotare la #SienaFrancigenaKids. Mai consiglio più azzeccato!

Mi informo in internet dei dettagli dell’iniziativa, mi incuriosisce e mi convince. Scrivo una mail di richiesta di prenotazione. Immediata e solerte la risposta. Dettaglio per i costi: 10 euro per gli adulti e 7,50 per i bambini. In regalo la sacca di #SienaFrancigenaKids con la merenda per i piccoli, cosa che entusiasma già sulla carta le bimbe. Luigi di due anni e mezzo, non paga, a meno che, mi avvertono già per mail, non sia interessato al gadget. Mi colpisce la chiarezza dell’informazione a evitare spiacevoli equivoci con i bambini.

Il 2 gennaio alle 14.30 siamo davanti Santa Maria della Scala. Abbagliati dalla maestosità del Duomo, impazienti di cominciare la nostra visita guidata. Ho spiegato alle mie due bimbe, Nuccia di 11 anni e Giusi di 8, per sommi capi cosa era la via Francigena, senza svelare troppo, con la speranza che fosse la guida a solleticare la loro curiosità. Alle 15 eravamo un bel gruppetto, variegato per età e provenienza. Trafelata è arrivata la balia, dal volto sorridente, che ha spiegato ai bimbi che cercava il padre pellegrino per accoglierci ed è fuggita via. I bimbi si sono guardati esterrefatti e divertiti: i vestiti medievali della balia, l’accento senese, la concitazione. Ed eccola tornare, a rassicurare noi viandanti che fino a quando non fosse arrivato il padre pellegrino, sarebbe stata lei a tenerci compagnia. Eravamo già tutti conquistati dai suoi modi schietti e simpatici.

La prima parte della visita si è svolta all’interno di Santa Maria della Scala. La balia è stata bravissima a raccontare ai bimbi l’attività dell’ospedale, la vita che vi brulicava dentro, le abitudini e le leggende del luogo e della città. Il tono era quello giusto, favolistico ma preciso, le informazioni curiose e divertenti ma estremamente pertinenti. L’appiglio alla spiegazione erano i grandi dipinti della sala. La guida proprio come una balia sollecita, indicava dettagli e particolari ai bimbi dai quali poi scaturivano le informazioni. L’immediatezza e la vivacità del racconto hanno azzerato le differenze anagrafiche: piccoli di varia età e adulti affascinati dalla teatralità della balia si sono ritrovati immersi nel mondo dei pellegrini e dei malati, dei “gittatelli” e dei nobili senesi.

Poi la merenda, inclusa nel prezzo del biglietto. Idea molto graziosa per i bimbi: il panino con la scala impressa nel lievito, simile a quello che si offriva ai mendicanti e ai bisognosi che bussavano a Santa Maria della Scala.

Siena con i bambini: #SienaFrancigenaKids

Ombrelli alla mano, per fortuna chiusi perché la pioggia è stata clemente e ci ha concesso una piacevolissima passeggiata da Santa Maria della Scala fino a Porta Romana, da cui un tempo i pellegrini riprendevano il loro viaggio verso Roma, il gruppo capeggiato dalla balia è pronto per affrontare la seconda parte della #SienaFrancigenaKids.

Siena con i bambini: #SienaFrancigenaKids

La balia ha superato se stessa, svelando a piccoli e grandi i segreti della città, con particolari, vedute, aneddoti, personaggi. Dal transetto del velleitario Duomo che i senesi volevano costruire per superare i fiorentini, a un rostro in cui si appendeva la testa mozza dei condannati a morte, ai nove spicchi di piazza del Campo e la leggenda del campanaro esoso che ha dato il nome alla Torre del Mangia, fino a uno dei ciottoli intorno a Santa Maria dei Servi con impressa in alfabeto Morse la parola pace.

Un bel giro, senza che i bimbi mai lamentassero stanchezza, presi e affascinati dalle parole della balia, che senza perdere la loro attenzione è riuscita a conquistare anche noi adulti, perché le belle storie e ben raccontate non hanno età.

Intanto scendeva la sera, a rendere ancora più fascinoso l’ultimo tratto di strada.

Guardando la maestosità di Porta Romana, che costò la vita per polmonite a tanti artigiani, salutiamo riconoscenti la nostra balia, con il saluto dei pellegrini: ultreya!, al quale abbiamo risposto in coro: suseya! (come la stessa balia ci ha insegnato)

C’è sempre un aneddoto della balia nei racconti delle mie figlie ad amici e conoscenti sul soggiorno senese, a partire dalla filastrocca dei fiorentini denigratoria nei confronti della città rivale sui santi protettori. Questa, credo, sia la prova più convincente che per noi la #SienaFrancigenaKids è stata un’esperienza entusiasmante che consigliamo a tutti con calore!

Ultreya!"

***

Che dire? grazie mille Giuditta!

* Successivamente Giuditta si è 'messa inproprio'e ha aperto il blog Giudittalegge

5 commenti:

Spazio per il tuo contributo