domenica 2 settembre 2012

Il minotauro

Il minotauro di Benjamin Tammuz


di Benjamin Tammuz
Edizioni e/o
Roma 2011


Questo romanzo breve scritto nel 1980 racconta l'ossessione di un amore; quello di un agente segreto, nato in un villaggio non meglio identificato lungo la costa sud d'Israele, che 'ha legato la sua vita a un lavoro duro e brutale, poiché si sentiva costretto ad amare' e che il giorno del suo quarantunesimo compleanno incontra a Londra 'la donna che ha sempre cercato, da quando ha memoria di se stesso', riconoscendola in una ragazza di diciassette anni che si siede davanti a lui sull'autobus. 'Appena lei si girò verso l'amica e lui vide i tratti del suo viso, spalancò la bocca in un urlo soffocato in gola.' Lei non si è nemmeno accorta di lui perché 'deve esserci stata una qualche confusione di date di nascita, di passaporti; anche in cielo c'è disordine, come in tutti gli altri uffici.'

L'autore si serve di almeno due espedienti narrativi per raccontare l'evolversi di questa ossessione che condurrà lo Sconosciuto quasi a soluzioni estreme pur di tener lontano dalla ragazza altri possibili contendenti che la svierebbero dal... compiersi del suo destino? è una possibile interpretazione:

- quello epistolare che ricorda molto il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman che io amo in maniera particolare; ma ancor prima le Lettere a Milena di Kafka che non ho ancora letto ma che sono già nella mia lista dei desideri e dalle quali Grossman ha preso ispirazione per il suo romanzo.

Le lettere dello Sconosciuto sono piene di malinconia per aver incontrato la sua donna nel momento sbagliato, quando già altre scelte erano state fatte, e per l'impossibilità quindi del compiersi di questo amore; eppure la condivisione con lei in forma epistolare di questo brutto colpo, inferto dal destino o dal caso, gli permette di sopportare il dolore di un'attesa vana che dura tutta la vita. 

Non sono mai stucchevoli le sue lettere. La ragazza infatti non opporrà resistenza a questo singolare corteggiamento ma anzi, inizialmente per curiosità, partecipa a questo carteggio che durerà per anni e attraverso il quale scopre un'affinità particolare con lo Sconosciuto che non vorrà più smettere di coltivare. 'Nessuno al mondo capirebbe quello che c'è fra noi' si sorprende ad ammettere. Empatizza con il modo di pensare dello Sconosciuto e riesce piano piano ad abbattere le sue resistenze all'idea di un incontro con lei nella realtà, lei che non lo ha mai visto. 

Ci riuscirà fino in fondo?;

- quello di raccontare la vicenda dal punto di vista di ciascun personaggio, nello specifico solo dei personaggi maschili protagonisti del romanzo, che ricorda L'Amante di Abraham Yehoshua.

Le vicende familiari, affettive, culturali, geografiche, politiche e anche la 'musica' per la particolare sensibilità che essa è in grado di sviluppare nell'individuo hanno un peso specifico nella formazione umana di questi personaggi le cui vite ad un certo punto s'incontreranno.

Il finale è degno delle tragedie di Shakespeare e spiega il titolo del libro.

Gli amori ossessivi in letteratura mi affascinano molto per la loro lucidità. Oltre al già citato Che tu sia per me il coltello ho letto anche Follia di McGrath. Indimenticabile il personaggio protagonista, Stella.

Forse dell'amore ossessivo, epistolare o reale che sia, mi colpisce il bisogno di esprimere ogni variazione del sentimento che si prova nel momento stesso in cui si intercettano tali variazioni e la possibilità che questo bisogno venga accolto dal destinatario senza riserve e riconosciuto come un dono, cosa che, superato lo spiazzamento iniziale, è possibile che accada, almeno qualche volta; e quando accade, se non si trasforma in amore corrisposto, capace al tempo stesso di ragione e sentimento, si verifica comunque un legame molto forte, particolare, che non ha più bisogno di continue conferme, perché c'è.

Ringrazio Manuela per la recensione che di questo libro ha fatto nel suo blog parolesenzarimedi tanto che sono andata subito in libreria ad acquistarlo.

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